Opere d'Arte

A fare la differenza, nella scelta di un hotel elegante di 5 stelle, è l’arredo unico in grado di rendere calorosa e di gusto l’accoglienza. Villa Tolomei Hotel & Resort offre ai propri ospiti un ambiente seducente, trattasi di una struttura esclusiva dove la ricerca estetica dei dettagli, è espressione di una grande passione per l'arte in ogni sua forma. Gli arredi ricercati ed i dipinti di artisti internazionali all’interno della villa Rinascimentale Villa Tolomei, creano una fusione armoniosa ed equilibrata tra un museo affascinante ed un albergo avvolto dal lusso senza tempo. Gli artisti nel cuore degli spazi espositivi di Villa Tolomei Hotel & Resort:

Camilla Ancilotto

Nata nel 1970 a Roma, città dove vive e lavora. Tra le principali esposizioni personali: Galleria Ca’ d’Oro di Roma (2003), Galleria Davico in Torino (2008), Chiostro del Bramante di Roma (2010), Ca’ d’Oro Art Gallery di Miami (2011), Freedom Tower del Miami Dade College (2012), Camera dei deputati di Roma (2012). Tra le mostre collettive si segnalano: “Bestiario” e “Omaggio a Rembrandt” (Galleria Ca’ d’Oro, Roma, 2006), “Scomposizioni” e “Omaggio a De Chirico” (Palazzo Torlonia, Roma, 2009), “Omaggio a Verdi” (Auditorium della Conciliazione, Roma, 2013). Ha inoltre partecipato alla Biennale di Scultura di Roma (2011), ad Art Basel Miami (2011) e alla Biennale di Venezia, ospite del Padiglione della Repubblica Araba Siriana (2013). Nel 2012, la sua opera monumentale “Original Sin” è entrata a far parte della collezione permanente di sculture del Wolfson Campus (Miami Dade College).

Romero Britto

Nato a Recife, in Brasile il 6 ottobre 1963 è un artista, pittore, scultore e serigrafo brasiliano neo-pop. Le sue opere presentano elementi di cubismo, pop art e graffiti. Stabilitosi a Miami, Britto si è affermato sulla scena artistica internazionale sin dal 1989, quando ha ricevuto da Absolut Vodka l'incarico di disegnare l'etichetta della bottiglia per una campagna pubblicitaria. Subito dopo la campagna per Absolut, lo stile bizzarro, da cartoni animati, di Britto è stato richiesto dalle grandi società per realizzare grandi murales, sculture e loghi di prodotti in tutto il mondo. Recentemente ha ricevuto commissioni da società come Disney ed Evian. Britto è stato nominato Ambasciatore delle Arti dello Stato della Florida. Nel 2004 la sua scultura Welcome, la scultura in alluminio più grande del mondo, è stata esposta nella stazione di Dadeland a Miami. La scultura monumentale di Romero ha inaugurato il quarantesimo anniversario del Montreux Jazz Festival. Il ritratto del leggendario commerciante d'arte e fondatore dell'Art Basel, Ernst Beyeler, adesso è esposto nella Fondation Beyeler, il museo svizzero che ospita anche le opere di Klee, Cézanne, Picasso, Monet, Matisse e Giacometti. Le opere di Britto sono apparse in numerose pubblicazioni in tutto il mondo. Britto non si limita alla pittura su tela, ma ha disegnato anche loghi, mobili e costumi. Recentemente ha disegnato i costumi per il 41° Super Bowl.

Verbo

Mitja “Verbo” Bombardieri classe’77, è un artista poliedrico che spazia dalla pittura alle avanguardie elettroniche. Nutrendo particolare attitudine per tutte le arti visive, cresce velocemente nella scuola del graffiti-writing europeo dove le sue opere fanno la differenza tanto da venir invitato a far parte della storica crew PDB, non che ad essere richiesto per importanti manifestazioni internazionali, per collaborazioni con grandi marchi, o per la realizazione di opere pubbliche per molti comuni europei. La “celebrazione dello stile”, messaggio principale delle sue produzioni pittoriche, è automaticamente sia veicolo emozionale del proprio vissuto contemporaneo, che estetica del ludico e del sogno nati da quella prima generazione cresciuta con il bombardamento televisivo di cartoni animati e videogiochi, e si va ad inserisce in quella zona posta tra comunicazione massmediatica eterea e concretezza dell’asfalto metropolitano, sintetizzandosi in un segno plastico e deciso.

Lo studio del proprio codice comunicativo si trasforma col tempo in forme dinamiche e plastiche, strutturate come armature che proteggono l’anima della lettera innocente come l’attitudine di un bambino che scrive sul suo abecedario, veri e propri esoscheletri di insetti biomeccanici che quotidianamente lottano per far sopravvivere l’essenza del gesto nell’ecosistema urbano, contaminandolo visivamente. Attuando azioni da writer ne va quindi a celebrare volontariamente il senso: questi esseri rappresentano il fermento di una sottocultura spontanea che si diffonde al di là delle sovrastrutture sociali, portando in superficie nuove forme estetiche inattese e fresche, come le api portano il polline ai fiori.

Oltre all’uso delle tecniche pittoriche tipiche della graffiti-culture, introduce nuove regole visive grazie all’utilizzo di computer, proiettori e di un software (il flxer, di cui è co-sviluppatore) spostando le strumentazioni elettroniche dall’interno dei locali, in cui, praticamente una seconda vita, è solito esibirsi come visualartist (non ultima la sua performance al Sonar di Barcellona nel 2006), portandole sulla strada dove le sue “videoincursioni” trovano un pubblico a lui più congeniale: “back to the street”, dove si parla a tutti indistintamente accendendo dei segnali luminosi nel buio della notte, e dove una location si trasforma, diventando parte essenziale della performance visuale.

Si può parlare quindi di diffusione del Verbo, gioco di parole e di lettere non casuale: è da li che parte il progetto di un“alfabetizzazione di massa”, nel 2004, scegliendo di collaborare quindi anche col mercato dell’arte, in particolare con il mezzo di diffusione televisiva dal 2007 e presentando un particolare studio della sua calligrafia che ne celebra si lo stile ma al contempo il rapporto tra il writer e il contesto sociale, una simbiosi fondamentale per l’essenza di questa forma espressiva. La scelta quindi di operare sulle lastre tipografiche, matrici simbolo della comunicazione di massa, rappresenta non più solo crossare e impaginarsi nel contesto urbano al fine di apparire, ma crossare l’apparire pubblicitario in un confronto che è la sintesi perfetta dell’atto del writing stesso: gesto e contesto, ovvero lo stile che celebra il contemporaneo.

Rosa Canfora

Rosa Canfora ha conseguito la Maturità d'Arte Applicata con specializzazione in Oreficeria (titolo quinquennale) e si è diplomata all'Accademia di Belle Arti di Firenze con indirizzo in Scultura. Ha articolato la sua attività tra la professione di Progettista Modellista e quella di Artista, realizzando sculture in bronzo, incisioni e stampe xilografiche e ad acquaforte, incisioni su legno dipinto e ritrattistica.
L’opera d’arte “Mater Maiora” esposta in Villa Tolomi Hotel & Resort si tratta di un Ensemble di cinque grandi tavole da 170cm x 130 cm  in legno di tiglio, incise e dipinte. Esse indicano un percorso, raccontano una storia: i tre nudi centrali rappresentano la pluridentità del femminile: Pensiero, Eros, Forza. Delle due laterali, la prima   a sinistra è la Mandorla, ossia la soglia da cui tutti abbiamo origine e a concludere l’ensemble, il simbolo arcaico evocante i ritmi di vita morte rinascita, perpetuati e rinnovati attraverso il femminile.

Sandro Chia

È stato uno dei più importanti membri del movimento della Transavanguardia italiana (movimento noto in Europa anche con il nome di Neo-espressionismo), assieme a Francesco Clemente, Mimmo Paladino, Nicola De Maria e Enzo Cucchi. Il movimento fondato dal critico Achille Bonito Oliva ha avuto il suo apice negli anni ottanta. Sandro Chia ha alle spalle una formazione artistica molto eterogenea. Nel 1969 si diploma all'Accademia di Belle Arti di Firenze dove è entrato in contatto con le principali neoavanguardie europee e in seguito anche statunitensi; si trasferisce a Roma per un decennio e poi a New York per circa un ventennio. Sul finire degli anni Settanta, dopo varie esperienze di viaggio in Asia ed Europa, egli si convertirà al figurativismo e si inserirà naturalmente e automaticamente alla Transavanguardia. Attualmente vive e lavora tra New York e Montalcino presso Siena. Ha esposto alla Biennale di Parigi, alla Biennale di San Paolo ed in diverse edizioni della Biennale di Venezia.

Angelica Romeo

Nasce a Roma nel 1970 e trascorre gli anni della crescita tra Perugia, Monza e la capitale. Sin da bambina respira l’odore dell’olio di lino, accanto a madre e nonna entrambi pittrici . Negli anni coltiva la sua attrazione per l’arte e già dall’età del liceo spesso marina la scuola per frequentare una nota bottega di restauro in via Margutta a Roma. Si iscrive in seguito alla scuola di restauro di Colalucci e si diploma. Durante gli anni della sua formazione i numerosi viaggi e le sue vicissitudini familiari la spingono a desiderare non solo una rapida indipendenza, ma anche una realizzazione personale tenendo fede alla sua natura creativa. Spinta da questa ambizione precoce, a soli 21 anni coglie al volo un occasione e si affaccia al mondo del lavoro come imprenditrice nell’ambito dell’arredamento, cui si dedica con successo per quasi 10 anni. Tornerà a dedicarsi al suo primo amore “la pittura “ solo dopo una pausa obbligata dall’arrivo del primo figlio. Sono anni di grandi cambiamenti personali, di crescita, soddisfazioni ma anche di esperienze dolorose. E forse saranno queste ultime a darle la spinta decisiva di volersi “ Astrarre” dalla vita quotidiana buttandosi anima e corpo nella pittura. Esordisce con la sua prima personale nel 2009 a Roma nella Galleria Romberg con una mostra dal titolo “Azioni, Contrazioni, Rivelazioni” curata da Gianluca Marziani, in cui presenta un lavoro che evoca apparentemente il post informale ma che interpreta con rispetto e rigore il colore dei maestri del passato. Partecipa nel 2010 ad alcune mostre collettive a Roma, tra cui , “Stop all’abuso sulla donna“ al Museo delle Mura e “Arte senza frontiere “ per Medici senza Frontiere a Palazzo Colonna. Nel 2011 la sua seconda personale dal titolo “ De Aqua” allestita nello spazio del Circolo Acquaniene di Roma; nel 2012 prende parte alla quarta edizione di " Fabula in art " mostra collettiva per i bambini del Mozambico allestita nel complesso di San Salvatore in Lauro. Nel 2014 è presente con le sue opere della collezione "VINYLE" nella suite dell’Art First Hotel " per Art Carpet a cura della galleria Mucciaccia . Nello stesso anno a cavallo tra il 2014/2105 partecipa alla collettiva “Baculus” al museo Palazzo Collicola di Spoleto. Nel 2015 è tra i protagonisti del prestigioso evento "Smart Made In Italy" voluto dall'ambasciata italiana a Monaco per promuovere le eccellenze del Made in Italy nella spettacolare cornice dello Yacting club di Montecarlo.Ad ottobre 2015 espone AL CIRCOLO TENNIS CLUB PARIOLI  di Roma in una doppia personale organizzata dalla Galleria Mucciaccia per il ciclo " ARTE IN CIRCOLO" curata da Gianluca Marziani e Giulia Abate.

Lara Androvandi

Lara Androvandi nasce a Piombino (LI) nel 1973. Dopo aver conseguito la laurea specialistica in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara, amplia la propria formazione artistica vincendo una borsa di studio in “Tecnico della lavorazione artistica dei metalli” presso il Centro T.A.M. di Pietrarubbia (PS), diretto dal Maestro Arnaldo Pomodoro. Successivamente collabora con lo Studio Vegni Design di Pisa dove amplia le proprie conoscenze nel campo del design e della grafica. Disegna e realizza collezioni di gioielli presentate anche in ambito internazionale ed espone le proprie opere d’arte in numerose e prestigiose mostre, sia in Italia che all’estero, assieme ad alcuni dei maggiori esponenti dell’Arte Contemporanea italiana.Vincendo un concorso di murales tra decine di artisti provenienti da tutto il mondo, viene scelta per effettuare il restauro decorativo degli interni della Chiesa dei SS. Fabiano e Sebastiano di Fiamignano (RI).Svolgendo da anni la professione di insegnante di Disegno e Storia dell’Arte nelle scuole superiori di secondo grado, Lara Androvandi ha inoltre scritto e pubblicato vari libri ed ebook di decorazione. Da molti anni tiene, inoltre, corsi pomeridiani di pittura e decorazione, dove gli iscritti hanno modo di apprendere e sperimentare numerose tecniche pittoriche e decorative, così da ricevere una formazione sia pratica che teorica.Dal 2014 ha iniziato a studiare la tradizionale arte dell’Ebru, dapprima apprendendone le caratteristiche della tradizione turca settecentesca che vi è alla base, poi rielaborando il tutto anche in chiave personale, unendo così tradizione e modernità, Oriente ed Occidente. Nel Maggio 2015 è nominata, dal Sindaco di Suvereto (LI) Giuliano Parodi, “Cittadina Onoraria” per merito artistico. Le sono dunque consegnate “Le chiavi della città” con la seguente motivazione:“Alla Prof.ssa Lara Androvandi, il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di Suvereto, con gratitudine per il valido ed encomiabile impegno e per la disponibilità dimostrata in varie iniziative a favore di Suvereto”. Grazie a questa ampia formazione, l’arte di Lara Androvandi spazia dal disegno alla pittura, dalla fotografia al mosaico, dalla scultura alla decorazione.

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